SIN CITY – UNA DONNA PER CUI UCCIDERE
Recensione a cura di David Salvaggio
Titolo originale: Sin City: A Dame to Kill For
Regia: Frank
Miller, Robert Rodriguez
Cast: Josh
Brolin, Eva Green, Jessica Alba, Joseph Gordon-Levitt, Mickey Rourke, Rosario
Dawson, Powers Boothe, Dennis Haysbert
Nazione: U.S.A.
Anno: 2014
Durata: 98
min.
Distribuzione: Lucky
Red
Data di uscita (cinema): 2 ottobre 2014
Disponibile per il noleggio in Dvd e Blu Ray.
Disponibile per la vendita, in entrambi i formati, dal 3 marzo 2015.
“Sin City – Una donna per cui
uccidere” arriva esattamente nove anni dopo il primo capitolo. Si è dovuto
aspettare molto ma, alla fine, l’attesa è stata ripagata. Questo secondo film,
infatti, si mantiene perfettamente in linea con il predecessore, narrativamente
e tecnicamente parlando. Tra vecchie e nuove conoscenze, abbiamo quattro storie
indipendenti che vanno ad intrecciarsi, collegandosi in parte con “ Sin City”
del 2005. Johnny batte il senatore Roark a carte e ne paga le conseguenze; Marv
si ritrova ferito per strada e cerca di ricordare cosa è successo; Dwight viene
contattato da Ava Lord, sua vecchia fiamma, che lo trascina in una torbida e
violenta vicenda; la spogliarellista Nancy, tormentata dal fantasma di
Hartigan, cerca di rendergli giustizia. La messa in scena fumettistica e la
conseguente scelta cromatica non vengono minimamente alterate; da un punto di
vista narrativo, resta la convincente voce narrante dei personaggi e la
struttura ad episodi, più o meno, è intatta. Non manca nemmeno un’abbondante
dose di violenza, che esplode particolarmente nella seconda parte della
pellicola. Inoltre, siamo di fronte ad un prodotto estremamente scorrevole e
dalla durata piuttosto breve. Gli appunti da fare riguardano la struttura
narrativa. La storia più bella, più curata e a cui viene dato maggiore spazio è
sicuramente quella di Dwight e di Ava Lord, che da il titolo alla pellicola;
Eva Green si rivela estremamente perfetta nel suo ruolo e, insieme a Brolin, da
vita alla vicenda per cui il prodotto in questione merita di essere visto. Le
altre storie, per quanto piacevoli da seguire, hanno uno spazio troppo limitato
e questo va a scapito della caratterizzazione dei personaggi, complessivamente
piuttosto superficiale; il finale, inoltre, è tremendamente tirato via, tanto
per la storia di Nancy quanto per quella di Johnny. Il nutrito cast svolge
egregiamente la sua parte, anche se molti componenti effettuano solo una
semplice comparsata. In definitiva, “Sin City – Una donna per cui uccidere”,
nonostante non sia perfetto, ottiene la sua sufficienza e riesce a non tradire
lo spirito del predecessore e del marchio che rappresenta.
IL MIO VOTO: 6.5/10
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