martedì 17 febbraio 2015

Sin City - Una donna per cui uccidere - Recensione



SIN CITY – UNA DONNA PER CUI UCCIDERE
Recensione a cura di David Salvaggio

Titolo originale: Sin City: A Dame to Kill For
Regia: Frank Miller, Robert Rodriguez
Cast: Josh Brolin, Eva Green, Jessica Alba, Joseph Gordon-Levitt, Mickey Rourke, Rosario Dawson, Powers Boothe, Dennis Haysbert  
Nazione: U.S.A.
Anno: 2014
Durata: 98 min.
Distribuzione: Lucky Red
Data di uscita (cinema): 2 ottobre 2014
Disponibile per il noleggio in Dvd e Blu Ray. Disponibile per la vendita, in entrambi i formati, dal 3 marzo 2015.

“Sin City – Una donna per cui uccidere” arriva esattamente nove anni dopo il primo capitolo. Si è dovuto aspettare molto ma, alla fine, l’attesa è stata ripagata. Questo secondo film, infatti, si mantiene perfettamente in linea con il predecessore, narrativamente e tecnicamente parlando. Tra vecchie e nuove conoscenze, abbiamo quattro storie indipendenti che vanno ad intrecciarsi, collegandosi in parte con “ Sin City” del 2005. Johnny batte il senatore Roark a carte e ne paga le conseguenze; Marv si ritrova ferito per strada e cerca di ricordare cosa è successo; Dwight viene contattato da Ava Lord, sua vecchia fiamma, che lo trascina in una torbida e violenta vicenda; la spogliarellista Nancy, tormentata dal fantasma di Hartigan, cerca di rendergli giustizia. La messa in scena fumettistica e la conseguente scelta cromatica non vengono minimamente alterate; da un punto di vista narrativo, resta la convincente voce narrante dei personaggi e la struttura ad episodi, più o meno, è intatta. Non manca nemmeno un’abbondante dose di violenza, che esplode particolarmente nella seconda parte della pellicola. Inoltre, siamo di fronte ad un prodotto estremamente scorrevole e dalla durata piuttosto breve. Gli appunti da fare riguardano la struttura narrativa. La storia più bella, più curata e a cui viene dato maggiore spazio è sicuramente quella di Dwight e di Ava Lord, che da il titolo alla pellicola; Eva Green si rivela estremamente perfetta nel suo ruolo e, insieme a Brolin, da vita alla vicenda per cui il prodotto in questione merita di essere visto. Le altre storie, per quanto piacevoli da seguire, hanno uno spazio troppo limitato e questo va a scapito della caratterizzazione dei personaggi, complessivamente piuttosto superficiale; il finale, inoltre, è tremendamente tirato via, tanto per la storia di Nancy quanto per quella di Johnny. Il nutrito cast svolge egregiamente la sua parte, anche se molti componenti effettuano solo una semplice comparsata. In definitiva, “Sin City – Una donna per cui uccidere”, nonostante non sia perfetto, ottiene la sua sufficienza e riesce a non tradire lo spirito del predecessore e del marchio che rappresenta.

IL MIO VOTO: 6.5/10     

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