venerdì 8 gennaio 2016

Macbeth - Recensione

MACBETH – Recensione a cura di David Salvaggio

Titolo originale: Macbeth
Regia: Justin Kurzel
Cast: Michael Fassbender, Marion Cotillard, David Thewlis, Sean Harris, Paddy Considine, Jack Reynor
Nazione: Gran Bretagna, Francia, U.S.A.
Anno: 2015
Durata: 113 min.
Distribuzione: Videa
Data di uscita (cinema): 5 gennaio 2016
Prossimamente a noleggio ed in vendita in DVD e Blu Ray.


Macbeth”, la celebre tragedia scritta da William Shakespeare, trova la sua trasposizione cinematografica anche nell'era contemporanea. Presentato a Cannes nel 2015 e arrivato in Italia solo a gennaio 2016, il film diretto da Justin Kurzel, nonostante non sia perfetto, è assolutamente da vedere. Partiamo dalla trama, che narra la sanguinosa vicenda del guerriero Macbeth e di sua moglie. Sulla scia di una profezia tanto gioiosa quanto infausta, i due consorti iniziano una violenta scalata al potere. Il prezzo da pagare, per mantenere la propria posizione, diventa sempre più alto. Gli stupri che il cinema attua nei confronti delle opere letterarie sono sempre più frequenti ma, fortunatamente, non è questo il caso. Infatti, il film si mantiene quasi del tutto fedele all'opera originale e trova in Fassbender e nella Cotillard due interpreti assolutamente eccezionali. L'uso di una sceneggiatura che ricalca il lessico della tragedia shakespeariana rende ancora più affascinante la visione della pellicola. Una regia discreta, ottime atmosfere ed una buona fotografia contribuiscono a rafforzare la qualità del prodotto. Tuttavia, sono da segnalare altre cose. La pellicola potrebbe rivelarsi tremendamente lenta e, in questo senso, piuttosto difficile da digerire; inoltre, sono da riscontrare delle pecche anche nel comparto narrativo, per quanto fedelissimo. Infatti, la caratterizzazione dei protagonisti è presente ma è avvertibile l'impressione che si potesse fare meglio; gli altri comprimari sono trattati in modo piuttosto superficiale. Inoltre, alcuni buchi narrativi rendono più difficile la collocazione temporale negli eventi della vicenda (il nuovo regno di Macbeth, ad esempio, e la follia di Lady Macbeth sono davvero troppo accennati). Anche le scene più concitate potevano essere girate meglio. Nonostante tutto, in “Macbeth” non mancano scene emozionanti e, in definitiva, il film di Kurzel è assolutamente da vedere. Fassbender e la Cotillard sono assolutamente sinergici.


IL MIO VOTO: 7/10

venerdì 1 gennaio 2016

Il cinema del 2015

IL CINEMA DEL 2015
Articolo a cura di David Salvaggio


Un altro anno è trascorso e, con esso, sono arrivati moltissimi nuovi film sul grande e piccolo schermo. I prodotti di alto valore sono veramente numerosi e, probabilmente, stilare una classifica delle migliori pellicole dell'anno, per vari motivi, non renderebbe davvero giustizia ad ogni singolo titolo. Chi scrive, di conseguenza, ha deciso di segnalare nel seguente articolo alcuni dei film del 2015 che un amante del cinema non può proprio perdersi.
  • WHIPLASH” - Vincitore di due premi Oscar, il rapporto tra allievo e maestro in una scuola di musica assume toni sempre più duri e spietati. Un doloroso percorso di formazione, volto al sacrificio più assoluto in nome del raggiungimento di livelli sempre più elevati. La performance dei protagonisti è eccelsa, Simmons ai massimi livelli.
  • THE IMITATION GAME” - La storia di Alan Turing e della sua straordinaria invenzione, il lontano antenato del computer, viene narrata in una maniera estremamente emozionante. Basandosi sulla biografia più dettagliata mai scritta sul personaggio, Tyldum realizza un prodotto abbastanza veritiero da un punto di vista storico e Cumberbatch tratteggia perfettamente il suo Turing. Curato sotto tutti i punti di vista, avrebbe meritato di più agli Academy Awards.
  • BIRDMAN” - Se si è aggiudicato i premi migliori, non è un caso. L'ultimo film di Inarritu non è certamente il tipo di prodotto che esce tutti i giorni. Affidandosi ad un Michael Keaton in stato di grazia, il regista muove una dura critica alla società cinematografica contemporanea e, utilizzando quasi esclusivamente un unico piano sequenza, dirige una pellicola davvero geniale. Il merito è anche di un cast decisamente all'altezza, dei toni usati nella vicenda e di un tema che non passa mai di moda. Nel bene e nel male, assolutamente da non perdere.
  • BABADOOK” - Probabilmente, il miglior film horror del 2015. L'australiana Jennifer Kent realizza un film estremamente angosciante con mezzi davvero limitati. Gli attori protagonisti si rivelano perfetti per i propri ruoli e tutto funziona come dovrebbe. La storia di una madre e di suo figlio, alle prese con una terribile presenza, si presta a molteplici interpretazioni e dimostra quanto l'orrore, a volte, abbia una dimensione più quotidiana di quanto possiamo immaginare. Chapeau.
  • VIZIO DI FORMA” - Il noir a tinte grottesche di Paul Thomas Anderson è un altra opera di genere che ci ha portato il 2015. Affidandosi allo strepitoso Joaquin Phoenix, assistiamo alla vicenda di un detective privato che viene coinvolto in una losca vicenda dalla sua ex ragazza. Nonostante la trama possa risultare confusa, il prodotto è assolutamente valido e ricrea abbastanza bene le atmosfere del romanzo originale, scritto da Thomas Pynchon.
  • EX MACHINA” - Insieme a “Predestination”, forma il dittico della migliore fantascienza del 2015. La pellicola di Alex Garland, affidandosi ad un cast all'altezza e con mezzi non troppo costosi, è estrtemamente colta, intelligente e genesi di molteplici riflessioni sulla tecnologia e sul ruolo che essa ha nella nostra vita. Il programmatore Caleb viene invitato dal proprio datore di lavoro nella sua residenza, una sorta di laboratorio che ospita la prima intelligenza artificiale mai creata. Quest'ultima, dalle fattezze di una splendida ragazza, deve essere emotivamente testata proprio da Caleb. Si tratta di grande fantascienza, assolutamente da non perdere.
  • STILL ALICE” - Julianne Moore conquista il suo primo Oscar con un interpretazione assolutamente memorabile. Viene narrata, appunto, la drammatica storia di Alice, affetta da una forma di Alzheimer piuttosto precoce. L'incedere della malattia coincide con la perdita progressiva dei ricordi e di ciò che essi rappresentano nella nostra vita e il film esprime a meraviglia questa dolorosa realtà. Anche il resto del cast è all'altezza e il film è estremamente meritevole.
  • HUNGRY HEARTS” - L'opera di Saverio Costanzo è un vero e proprio pugno nello stomaco. Il suo è un thriller drammatico affidato ad Adam Driver (il Kylo Ren del nuovo episodio di Star Wars) e alla strepitosa Alba Rohrwacher. Il matrimonio di Mina e Jude viene sconvolto dalla nascita di un bambino; la madre, infatti, sviluppa nei confronti del neonato un atteggiamento troppo possessivo e protettivo. La donna lo tiene costantemente in casa e, credendo che sia un predestinato, decide di crescerlo in un modo troppo dannoso per la sua salute. Il padre è costretto ad intervenire. Nonostante sia stato additato come manifesto contro i vegani, la pellicola è assolutamente da non perdere perchè estremamente attuale e mai banale.
Assolutamente degni di nota anche moltissimi altri titoli, di vario genere ma estremamente validi: “Il racconto dei racconti”, “Mia Madre”. “Youth – La giovinezza”, “Mad Max Fury Road”, “Mission: Impossible – Rogue Nation”, “Avengers: Age of Ultron” e “La teoria del tutto”. E' stato un 2015 interessante, speriamo che il 2016 offra molte opere altrettanto stimolanti.

sabato 19 dicembre 2015

Star Wars: Episodio VII - Il risveglio della forza - Recensione

STAR WARS: EPISODIO VII – IL RISVEGLIO DELLA FORZA
Recensione a cura di David Salvaggio

Titolo originale: Star Wars: The force awakens
Regia: J. J. Abrams
Cast: Daisy Ridley, John Boyega, Oscar Isaac, Harrison Ford, Carrie Fisher, Mark Hamill, Adam Driver
Nazione: U.S.A.
Anno: 2015
Durata: 136 min.
Distribuzione: Walt Disney
Data di uscita (cinema): 16 dicembre 2015
Prossimamente a noleggio ed in vendita in DVD e Blu Ray.


Il film più atteso dell'anno arriva finalmente nelle nostre sale. Si tratta del ritorno di una delle saghe più amate di tutti i tempi che, a 38 anni di distanza dall'uscita del primo lungometraggio, giunge al suo settimo episodio. “Star Wars: Episodio VII – Il risveglio della forza” segna indubbiamente il ritorno sul grande schermo di un mito intramontabile. Le considerazioni a riguardo sarebbero davvero molte ma andiamo con ordine. Partiamo dalla trama, che narra gli eventi successivi all'episodio VI. Luke Skywalker è sparito senza lasciare traccia e due importanti fazioni sono disposte a tutto pur di ritrovarlo: il Primo Ordine, nato dalle ceneri del vecchio Impero e la Resistenza, ancora salda e in forze. In questa situazione vengono coinvolti Rey, una combattiva e determinata ragazza e Finn, disertore del Primo Ordine. Tra vecchie e nuove conoscenze, la Forza è ormai pronta a risvegliarsi e a determinare il destino di molte persone. L'emozione di fronte ai titoli di testa e agli attori della prima trilogia è indubbiamente devastante. Inoltre, Abrams confeziona un film tecnicamente ineccepibile, spettacolare e ironico quanto basta per intrattenere a dovere e rendere il tutto estremamente scorrevole. Ma non è tutto oro quello che luccica. Perchè, nonostante alcune clamorose rivelazioni, i ricicli narrativi nei confronti del leggendario “Guerre stellari” sono evidenti. Di conseguenza, a mancare letteralmente sono le emozioni vere e proprie. Il nuovo materiale narrativo, in sostanza, non riesce ad essere davvero incisivo e soltanto i fantasmi del passato mettono i brividi allo spettatore appassionato della saga. I personaggi hanno una caratterizzazione che non soddisfa come dovrebbe e la brutta copia di Darth Vader affascina solo finché indossa la maschera. Anche il concetto della Forza, determinante nella vecchia trilogia, non viene approfondito a dovere e non suscita un interesse vero e concreto. La performance attoriale, inoltre, non lascia gridare al miracolo. Nonostante il film si meriti la sufficienza, è più concreta la delusione che la soddisfazione e il presentimento che questo episodio VII potesse essere molto di più è forte. Tuttavia, si deve dare a Cesare quel che è di Cesare: il finale, almeno, è assolutamente emozionante e le musiche di John Williams continuano a scuotere le anime degli spettatori. In conclusione, “Il risveglio della forza” è una sfida alla leggenda che lascia abbastanza perplessi: tanta azione e tanto spettacolo non bastano a dare al prodotto il prestigio e l'importanza che ci saremmo aspettati. Ad essersi davvero risvegliato, seppur per poco tempo, è stato il passato e non la Forza.


IL MIO VOTO: 6,5/10

mercoledì 16 dicembre 2015

The visit - Recensione

THE VISIT – Recensione a cura di David Salvaggio

Titolo originale: The Visit
Regia: M. Night Shyamalan
Cast: Olivia DeJonge, Ed Oxenbould, Deanna Dunagan, Kathryn Hahn
Nazione: U.S.A.
Anno: 2015
Durata: 93 min.
Distribuzione: Universal Pictures
Data di uscita (cinema): 26 novembre 2015
Prossimamente a noleggio ed in vendita in DVD e Blu Ray.


La nuova fatica di M. Night Shyamalan può essere vista come il manifesto della sua attuale condizione. Il talentuoso regista di grandi film come “Il sesto senso” e “Unbreakable” continua il suo percorso sempre più ambiguo, cercando di recuperare la via di casa senza mai imboccarla concretamente. In “The Visit”, infatti, lo sforzo di ritrovare il guizzo d'autore si avverte ma non basta. La trama vede come protagonisti Rebecca e Tyler, fratello e sorella che decidono di andare a trovare i nonni materni. Gli anziani coniugi, tuttavia, si comportano in modo strano e, con l'incedere della convivenza, la tensione per i protagonisti è sempre più palpabile. Il prodotto è girato come un mockumentary e, nonostante i difetti tipici di tale tecnica, la visione si rivela più ordinata e composta del solito. La narrazione, in verità, ha un colpo di scena non troppo scontato e alcuni momenti di tensione abbastanza riusciti: è in questi due fattori che si può riscontrare davvero la mano di Shyamalan. Purtroppo non basta perchè il film, al di là di questo, non riesce a trovare concretamente la propria identità; infatti, si alternano scene piuttosto divertenti ad altre dal carattere più cupo e si fa fatica a capire a cosa stiamo realmente assistendo. “The visit” vuole spaventare, soprendere o, semplicemente, vuole far ridere? E' una domanda a cui dare una risposta vera è difficile. La performance attoriale non lascia gridare al miracolo e gli intermezzi rap del protagonista maschile sono un originale stupro per le orecchie. E' forse la cosa più fastidiosa dell'intero prodotto. La caratterizzazione dei personaggi è piuttosto blanda e, a volte, sembra decisamente fuori luogo. La scelta degli attori anziani, invece, pare essere azzeccata. In conclusione, “The visit” è il ritorno appena accennato del regista indiano. Sentendo di una sorta di “ritorno alle origini”, l'aspettativa era alta ma il film, nonostante tutto, registra un discreto fallimento. Neanche a farlo apposta, il titolo del film è emblematico: Shyamalan ha fatto proprio una visitina con questa opera, per poi dileguarsi nuovamente. L'odissea continua e i tempi de “Il sesto senso” sono sempre più una chimera.


IL MIO VOTO: 5/10

lunedì 14 dicembre 2015

Mission: Impossible - Rogue Nation - Recensione

MISSION: IMPOSSIBLE - ROGUE NATION

Titolo originale: Mission: Impossible – Rogue Nation
Regia: Christopher McQuarrie
Cast: Tom Cruise, Rebecca Ferguson, Jeremy Renner, Simon Pegg, Alec Baldwin, Sean Harris
Nazione: U.S.A., Cina, Hong Kong
Anno: 2015
Durata: 126 min.
Distribuzione: Paramount Pictures
Data di uscita (cinema): 19 agosto 2015
Disponibile a noleggio ed in vendita in DVD e Blu Ray.


Mission: Impossible” arriva al suo quinto capitolo, continuando a rimanere degno del nome che porta. “Rogue Nation”, infatti, è da annoverare tra i film migliori della saga e, nel suo genere, è assolutamente da non perdere. Iniziamo dalla trama. Ethan Hunt e la sua squadra devono affrontare un nemico assai temibile: il Sindacato, misteriosa organizzazione terroristica che opera su larga scala e con molteplici strumenti. Mentre l'IMF rischia lo smantellamento, capire di chi potersi fidare è sempre più difficile. Nonostante non manchino scene d'azione abbastanza soddisfacenti, la narrazione mantiene un ottimo livello, regalando buoni colpi di scena e diventando sempre più avvincente. Inevitabile pensare al grande capostipite perché, anche in questa pellicola, la sinossi non è mai totalmente prevedibile. Di conseguenza, la pellicola scorre a meraviglia e non delude affatto. Il merito è anche di un bilanciamento perfetto tra trama, scene d'azione e spionaggio vero e proprio. Tom Cruise non ha perso nulla del suo carisma e la “new entry” Rebecca Ferguson è probabilmente la controparte perfetta di Hunt. E' suo, infatti, il personaggio più riuscito e vero valore aggiunto del film. Svolgono egregiamente il proprio dovere anche gli altri componenti del cast. La colonna sonora è buona e, tecnicamente, il prodotto è davvero ben girato. Da un punto di vista della caratterizzazione, i personaggi funzionano più in gruppo che presi singolarmente; infatti, sono più curati i rapporti tra di loro. Anche il Sindacato è un cattivo all'altezza e completa il quadro. In definitiva, “Rogue Nation” è assolutamente da vedere ed è addirittura migliore del precedente “Ghost Protocol”. Occorre che aggiunga altro?


IL MIO VOTO: 7,5/10


giovedì 10 dicembre 2015

Ant-Man - Recensione

ANT-MAN
Recensione a cura di David Salvaggio

Titolo originale: Ant-Man
Regia: Peyton Reed
Cast: Paul Rudd, Michael Douglas, Evangeline Lilly, Corey Stoll, Bobby Cannavale
Nazione: U.S.A., Gran Bretagna
Anno: 2015
Durata: 112 min.
Distribuzione: Walt Disney
Data di uscita (cinema): 12 agosto 2015
Disponibile a noleggio ed in vendita in DVD e Blu Ray.


L'universo cinematografico della Marvel vede l'ingresso di un altro supereroe, che va a concludere la cosiddetta “Fase Due”. Si tratta di “Ant-Man” che, dopo una lunga gestazione, vede finalmente la luce. Il film, diretto da Peyton Reed e con un discreto cast, è ben realizzato e intrattiene a dovere, anche se non è da annoverare tra le pellicole migliori della Marvel. Partiamo dalla trama. Scott Lang, scassinatore appena uscito di prigione, cerca di rifarsi una vita, nella speranza di poter vedere più assiduamente la propria figlia; nonostante il protagonista voglia tenersi lontano dalla sua vecchia occupazione, il destino non glielo permette e lo fa incontrare con il dottor Hank Pym. Quest'ultimo ha una missione delicata per lui e Scott, dopo aver indossato una strana tuta, diventa Ant-Man, l'eroe che merita di essere. Il film gioca le proprie carte gradualmente e, dopo una prima parte introduttiva, scatena tutto lo spettacolo nella seconda. E vale la pena aspettare. L'azione, infatti, è divertente, ben realizzata e permette alla pellicola di scorrere meglio di prima. La narrazione è piuttosto lineare e non presenta particolari guizzi; infatti, i pochi colpi di scena presenti sono abbastanza prevedibili. Il cast svolge egregiamente il proprio dovere anche se, tuttavia, i personaggi sono piuttosto banali. Probabilmente, il protagonista si può salvare e chi scrive, almeno nella prima parte, ha rivisto un po' di Peter Parker in Ant-Man. Scott, infatti, deve fare i conti con il ritorno alla quotidianità e affronta problematiche appartenenti più ad una persona normale che ad un supereroe. Questa sensazione va lentamente a svanire con l'incedere del prodotto. Non mancano i riferimenti agli altri film della Marvel e la scena dopo i titoli di coda è sicuramente imperdibile. In definitiva, “Ant-Man” non sfigura nella “Fase Due” e presenta una ricetta simile ad altri prodotti del genere: ironia, azione e divertimento.


IL MIO VOTO: 6,5/10

lunedì 7 dicembre 2015

Chi è senza colpa - Recensione

CHI E' SENZA COLPA – Recensione a cura di David Salvaggio

Titolo originale: The Drop
Regia: Michaël R. Roskam
Cast: Tom Hardy, Noomi Rapace, James Gandolfini, John Ortiz, Matthias Schoenaerts
Nazione: U.S.A.
Anno: 2014
Durata: 101 min.
Distribuzione: 20th Century Fox
Data di uscita (cinema): 19 marzo 2015
Disponibile a noleggio ed in vendita in DVD e Blu Ray.


La penna di Dennis Lehane ha ispirato grandi film come “Mystic River” e “Shutter Island” e lo scrittore torna ad incidere nuovamente con il film “Chi è senza colpa”. Il noto autore, ispirandosi al suo racconto “Animal Rescue”, cura il soggetto e la sceneggiatura e il risultato è un buon film. Il merito è anche di un cast all'altezza e di una regia piuttosto efficace. Iniziamo dalla trama, un thriller urbano con sfumature drammatiche. I cugini Bob e Marv gestiscono un bar a Brooklyn e usano il locale come deposito illegale di denaro sporco. Le cose si complicano quando i due subiscono una rapina e, di conseguenza, si ritrovano la polizia e la malavita alle calcagna. Nel frattempo, Bob effettua nuovi incontri ed ogni tassello, infine, trova il suo posto. L'ambientazione urbana non può non affascinare e la pellicola è sicuramente da vedere. La narrazione ha uno scorrimento discreto e non è totalmente scontata. I personaggi hanno una caratterizzazione buona ma sono Hardy e il compianto Gandolfini ad incidere maggiormente: il primo sembra un protagonista davvero apatico e insignificante ma le cose stanno piuttosto diversamente. Il secondo è un criminale solo apparentemente soddisfatto della propria posizione. Buona anche la prova della Rapace e di Schoenaerts. Anche i rapporti tra i vari personaggi sono piuttosto curati e il film riesce ad essere anche uno spaccato di vita della frazione di Brooklyn in cui ci troviamo. In definitiva, “Chi è senza colpa” è un prodotto sicuramente da vedere e, nonostante non rappresenti una cima nei lavori di Lehane, riesce a mantenere il tratto e l'atmosfera tipica delle sue opere. Si tratta dell'ultimo film interpretato da Gandolfini e da noi è arrivato con un anno di ritardo. Meglio tardi che mai.


IL MIO VOTO: 7/10