martedì 22 marzo 2016

Lo chiamavano Jeeg Robot - Recensione

LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT
Recensione a cura di David Salvaggio

Titolo originale: Lo chiamavano Jeeg Robot
Regia: Gabriele Mainetti
Cast: Claudio Santamaria, Luca Marinelli, Ilenia Pastorelli, Stefano Ambrogi, Antonia Truppo, Gianluca di Gennaro
Nazione: Italia
Anno: 2015
Durata: 118 min.
Distribuzione: Lucky Red
Data di uscita (cinema): 25 febbraio 2016


Lo chiamavano Jeeg Robot” si iscrive come vero primo tentativo italiano di osare altri generi. Il film diretto da Gabriele Mainetti, infatti, non può proprio passare inosservato, per svariate motivazioni. Partiamo dalla trama, intanto. Nella Roma dei giorni nostri assistiamo alla storia del ladruncolo Enzo Ceccotti che, dopo essere entrato in contatto con una sostanza radioattiva, si accorge di avere ottenuto una forza straordinaria. La sua strada si incrocia con quella di Alessia e dello Zingaro. La prima è una ragazza dal traumatico passato che vede in Enzo il mitico Jeeg Robot, il secondo è un criminale tanto violento quanto folle. Ormai un nuovo eroe, non senza sacrifici, può nascere. La narrazione, a parte qualche dettaglio non troppo scontato, si rivela abbastanza lineare ma il film trova altrove i suoi punti di forza. Innanzitutto, nonostante la fonte dell'anime giapponese, assistiamo ad una storia originale dove si muovono personaggi nuovi e dotati di vita propria. In definitiva, Enzo Ceccotti è il primo vero supereroe del cinema italiano. E' un protagonista convincente, ben lontano dal modello di eroe a cui ci ha abituato il cinema internazionale. Infatti, abbiamo a che fare innanzitutto con un uomo e con i suoi problemi, decisamente poco interessato ad usare il proprio potere per gli altri. E' l'incontro con Alessia, portata sullo schermo con efficacia da Ilenia Pastorelli, ad avviare la metamorfosi di Enzo. Un ottimo lavoro è svolto anche da Marinelli e dal suo Zingaro, il cattivo perfetto che non può non richiamare ad altri “villain” del cinema superomistico. Insieme ad una buona caratterizzazione dei personaggi, inoltre, abbiamo una buona scorrevolezza del prodotto, con momenti divertenti ma anche decisamente emozionanti. La regia propone scene d'azione più estreme che, nonostante non reggano il confronto con i film Marvel o DC, si lasciano pienamente apprezzare in virtù della propria missione: rompere gli schemi del cinema italiano e volare verso nuovi orizzonti. In definitiva, non potete fare altro che reperire e guardare “Lo chiamavano Jeeg Robot”. Il volo del cinema italiano è appena iniziato e, dalle premesse, chi scrive ritiene che durerà a lungo.


IL MIO VOTO: 7,5/10

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