LO
CHIAMAVANO JEEG ROBOT
Recensione
a cura di David Salvaggio
Titolo
originale: Lo chiamavano Jeeg
Robot
Regia:
Gabriele Mainetti
Cast:
Claudio Santamaria, Luca
Marinelli, Ilenia Pastorelli, Stefano Ambrogi, Antonia Truppo,
Gianluca di Gennaro
Nazione:
Italia
Anno:
2015
Durata:
118 min.
Distribuzione:
Lucky Red
Data
di uscita (cinema): 25 febbraio
2016
“Lo
chiamavano Jeeg Robot” si iscrive come vero primo tentativo
italiano di osare altri generi. Il film diretto da Gabriele Mainetti,
infatti, non può proprio passare inosservato, per svariate
motivazioni. Partiamo dalla trama, intanto. Nella Roma dei giorni
nostri assistiamo alla storia del ladruncolo Enzo Ceccotti che, dopo
essere entrato in contatto con una sostanza radioattiva, si accorge
di avere ottenuto una forza straordinaria. La sua strada si incrocia
con quella di Alessia e dello Zingaro. La prima è una ragazza dal
traumatico passato che vede in Enzo il mitico Jeeg Robot, il secondo
è un criminale tanto violento quanto folle. Ormai un nuovo eroe, non
senza sacrifici, può nascere. La narrazione, a parte qualche
dettaglio non troppo scontato, si rivela abbastanza lineare ma il
film trova altrove i suoi punti di forza. Innanzitutto, nonostante la
fonte dell'anime giapponese, assistiamo ad una storia originale dove
si muovono personaggi nuovi e dotati di vita propria. In definitiva,
Enzo Ceccotti è il primo vero supereroe del cinema italiano. E' un
protagonista convincente, ben lontano dal modello di eroe a cui ci ha
abituato il cinema internazionale. Infatti, abbiamo a che fare
innanzitutto con un uomo e con i suoi problemi, decisamente poco
interessato ad usare il proprio potere per gli altri. E' l'incontro
con Alessia, portata sullo schermo con efficacia da Ilenia
Pastorelli, ad avviare la metamorfosi di Enzo. Un ottimo lavoro è
svolto anche da Marinelli e dal suo Zingaro, il cattivo perfetto che
non può non richiamare ad altri “villain” del cinema
superomistico. Insieme ad una buona caratterizzazione dei personaggi,
inoltre, abbiamo una buona scorrevolezza del prodotto, con momenti
divertenti ma anche decisamente emozionanti. La regia propone scene
d'azione più estreme che, nonostante non reggano il confronto con i
film Marvel o DC, si lasciano pienamente apprezzare in virtù della
propria missione: rompere gli schemi del cinema italiano e volare
verso nuovi orizzonti. In definitiva, non potete fare altro che
reperire e guardare “Lo chiamavano Jeeg Robot”. Il volo del
cinema italiano è appena iniziato e, dalle premesse, chi scrive
ritiene che durerà a lungo.
IL
MIO VOTO: 7,5/10
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